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distorsione di caviglia

VIBRAZIONI IN FISIOTERAPIA

09-02-2022 22:12

Dott. Tommaso Stassi

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VIBRAZIONI IN FISIOTERAPIA

In ambito fisioterapico e riabilitativo l’ utilizzo delle vibrazione è in forte crescita, sia in ambito neurologico che ortopedico.

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VIBRAZIONI IN FISIOTERAPIA

 

In ambito fisioterapico e riabilitativo l’ utilizzo delle vibrazione è in forte crescita, sia in ambito neurologico che ortopedico.

 Questo poiché questo tipo di terapia vanta di avere a supporto una  letteratura scientifica importante nonché  di avere una notevole sicurezza e versatilità di utilizzo.

I dispositivi più utilizzati per l’applicazione dell’energia vibratoria sui pazienti sono  sicuramente quelli ad ad aria localizzata poiché permettono di ottenere performance terapeutiche migliori.  In questo articolo approfondiamo i principi fisici delle vibrazioni ed i loro effetti sulla fisiologia del corpo umano.

 

Secondo una definizione fisica le vibrazioni sono oscillazioni meccaniche generate da onde di pressione che si trasmettono attraverso corpi solidi. 

Un esempio molto semplice è la vibrazione del cellulare in modalità silenziosa. Ad ognuno di noi sarà capitato di utilizzarla almeno una volta.

 

Gli unici sistemi di erogazione di una vibrazione nell’ ambito medico sono lo stimolo meccanico semplice e quello meccano-sonoro o acustico. 

Ad esempio, il suono, che appartiene appunto alle onde meccaniche, si origina in conseguenza delle vibrazioni di un corpo elastico chiamato sorgente sonora.

Per fare un esempio se si getta un sasso in uno specchio d’acqua si generano, a partire dal punto in cui il sasso ha colpito l’ acqua una serie di onde concentriche che si allargano sempre più.

Cosa simile avviene anche nell’aria quando essa è colpita da una vibrazione generata da una sorgente sonora. Stessa cosa quindi succede quando una vibrazione meccanica sonora viene applicata su di un tessuto biologico. 

Per quel che riguarda il corpo umano è importante sapere che la sensibilità vibratoria è una forma appunto di sensibilità meccanica; i recettori che rispondono essenzialmente a stimoli di tipo meccanico sono perciò stati  definiti da Mountcastle e Rose nel 1959 come meccano-recettori.

 

Per identificare e definire uno stimolo vibratorio, e le sue possibili applicazioni cliniche, bisogna spiegare con attenzione le caratteristiche dell’energia vibratoria parlando appunto della sua frequenza e ampiezza.

Il progresso della tecnologia ha portato negli anni alla possibilità di avere apparecchiature in grado di ottenere al meglio l’ effetto vibratorio desiderato. Attualmente le apparecchiature possono essere classificate in base al metodo di erogazione dello stimolo vibratorio in due categorie: 

erogazione di stimoli vibratori generalizzati (ad esempio le pedane vibranti)

erogazione dello stimolo localizzato (stimolatori meccano-acustici).    

 

Grazie alle apparecchiature a vibrazione meccano-sonora localizzata si sono moltiplicate le applicazioni in riabilitazione andando dal controllo della spasticità, al dolore; dal soggetto adulto al bambino; dalla sarcopenia dell’anziano alla applicazione nel soggetto sano performante.

Come è possibile che questa terapia possa dimostrarsi efficace in applicazioni così differenti?

La risposta risiede nella anatomia funzionale dello stimolo vibratorio. 

Le differenti frequenze di vibrazione, ad esempio, inducono in via preferenziale l’ attivazione di specifici recettori che si trovano nel corpo umano:

Meccano-recettori a rapido adattamento sensibili al movimento che si trovano nel derma;

Meccano-recettori ad adattamento lento, anch’essi localizzati nel derma. Questi rispondono sia al movimento che alla intensità dello stimolo meccanico;

3) Corpuscoli del Pacini che sono localizzati nel tessuto sottocutaneo.

 

Questi diversi recettori reagiscono a frequenze, ampiezze ed intensità diverse dello stimolo vibratorio.

 Da ciò si può ben capire quanto sia improprio parlare di “vibrazione” ma sarebbe più corretto parlare di “stimoli vibratori”. Caratterizzandola poi da frequenza, ampiezza o intensità. Recentemente molti studi di neuroimaging hanno reso questo concetto fondamentale nella applicazione dello stimolo meccano-sonoro in fisioterapia. 

Gli studi hanno dimostrato come esistano diverse vie di percorrenza e veicolazione dello stimolo vibratorio in base alla sua frequenza. Questo sia per le varie fibre dei nervi periferici, ma mantenendo una separazione della veicolazione anche a livello midollare. E infine è importante dire come anche a livello della corteccia sensoriale e di integrazione senso-motoria questa forma di segregazione venga mantenuta. 

In altre parole differenti pattern spinali e corticali vengono stimolati da diverse frequenze vibratorie.

 

Questo per capire che le vibrazioni non agiscono solamente nella zona del corpo dove vengono applicate, ma hanno dei effetti molto importanti sul sistema nervoso centrale. 

Per semplificare è come se il cervello fosse stimolato in modo specifico per migliorare la sua efficienza durante lo stimolo, l’esecuzione e il controllo del movimenti.

 

 

Gli effetti della vibrazione sul sistema nervoso centrale sono a dir poco sorprendenti ma necessitano di ulteriori approfondimenti per avere maggiori chiarimenti su quale sia l’impatto sulla plasticità neuronale indotto dalla vibrazione; non solo come trattamento riabilitativo ma anche come stimolo allenante.

 

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APPLICAZIONI IN FISIOTERAPIA

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Gli avanzamenti tecnologici hanno permesso di apprezzare e conoscere meglio il valore terapeutico delle vibrazioni ad aria ad alta frequenza. 

Sempre più avvalorata da autorevoli e numerosissime pubblicazioni scientifiche questa viene definita come una delle metodiche più efficaci e versatili in riabilitazione.

Le apparecchiature ad alta tecnologia come VISS permettono di generare vibrazioni ad aria e ad alta frequenza che vengono trasmesse localmente ai recettori cutanei tramite appositi trasduttori posti sui distretti muscolari in modalità NON INVASIVA. 

 

Le vibrazioni prodotte interagiscono principalmente con i meccanorecettori, gli organi tendinei del Golgi e i fusi neuromuscolari. 

Poiché ognuno di essi è caratterizzato da una diversa sensibilità alla frequenza di vibrazione, le vibrazioni ad aria funzionali consentono un’attivazione selettiva mediante la regolazione ottimale di frequenza ed intensità pressoria. 

Il posizionamento dei trasduttori sui distretti muscolari è scientificamente determinato, e garantisce gli effetti benefici attesi che si ottengono rapidamente e perdurano nel tempo.

 

La riprogrammazione neuro motoria data dall’ azione delle vibrazioni sulla plasticità del sistema nervoso centrale permette di ottenere un effetto terapeutico funzionale in grado di:

 

migliorare la propriocezione e l’equilibrio posturale;

mantenere ed ottimizzare il tono ed il trofismo muscolare;

aumentare la resistenza fisica;

migliorare la coordinazione muscolare;

ridurre il dolore e i tempi di riabilitazione.

Che cos'è' quindi che fa sì che uno stimolo vibratorio possa essere applicato in patologie così differenti con risultati positivi? Quali sono quindi le caratteristiche che uno stimolo vibratorio deve avere per poter agire su tali strutture?

 

É  possibile, e nulla lo vieta, che uno stimolo vibratorio possa essere usato in pneumologia piuttosto che in terapia del dolore, purché' si conosca il substrato (cioè il tessuto e la sua condizione “patologica”) su cui si vuole agire e su tale conoscenza si modifichino le caratteristiche fisiche di frequenza e di ampiezza di vibrazione. 

Per questo prima dell’ inserimento delle vibrazioni nel piano terapeutico è necessario che il fisioterapista conduca un’attenta valutazione del paziente. 

 

Quando parliamo di piano o percorso terapeutico in fisioterapia, intendiamo una sequenza specifica di strumenti e tecniche che utilizzate in sinergia possono ottenere risultati clinici maggiori di quelli che si posssono ottenere utilizzando una singola terapia in modo isolato.

 

Oltre alla terapia manuale e all’esercizio terapeutico le vibrazioni possono essere utilizzate in percorsi terapeuti che includono trattamenti come la Tecarterapia, le onde d’urto o la laserterapia.

 

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