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distorsione di caviglia

TENDINOPATIA ROTULEA: COME ALLEVIARE LA TENSIONE SUL GINOCCHIO

31-05-2023 10:01

Dott. Tommaso Stassi

GINOCCHIO,

TENDINOPATIA ROTULEA: COME ALLEVIARE LA TENSIONE SUL GINOCCHIO

La tendinopatia rotulea è una condizione patologica di tipo infiammatorio acuto o cronica che interessa la porzione prossimale del tendine rotuleo.

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La tendinopatia rotulea, conosciuta anche come ginocchio del saltatore, è una condizione patologica di tipo infiammatorio acuto o cronica che interessa la porzione prossimale del tendine rotuleo nella sua inserzione sulla rotula.

 

È una patologie che si riscontra maggiormente tra i soggetti che praticano attività sportive in cui si verifica un carico ripetitivo a  livello della rotula con sviluppo di forza esplosiva durante l’esecuzione del gesto tecnico del salto. 

 


 

CAUSE 

Può essere considerata una sindrome da sovraccarico in cui fattori intrinseci ed estrinseci possono predisporre lo sviluppo di tale patologia.

Esistono però altre condizioni che possono predisporre l’insorgenza della patologia, quali: anomalie conformazioni del sistema tendine quadricipitale - rotula - tendine rotuleo, malallineamenti rotulei lungo il solco femorale, errata tecnica di atterraggio dopo il salto, ridotta dorsiflessione della caviglia, iperpronazione del piede e sovrappeso. 

 

 

SINTOMI 

 

Generalmente chi soffre di tendinopatia rotulea percepisce dolore nella parte anteriore del ginocchio, appena sotto la rotula oppure sull’inserzione del tendine sulla tibia.

Il dolore percepito può essere lieve, oppure talmente forte da impedirne il movimento.

Solitamente si ha un progressivo peggioramento dei sintomi, e nel caso di tendinopatia cronica il dolore può durare anche qualche mese. 

Quando inizia l’infiammazione si avverte una sensazione di rigidità del ginocchio in seguito ad un uso ripetitivo delle gambe, che aumenta con il riposo. 

Il dolore si presenta quando si esegue il movimento di estensione della gamba, durante il piegamento degli arti inferiori, nel salto e nei cambi di direzione. 

È spesso presente appena ci si sveglia, i primi passi infatti risultano doloranti, mentre con il cammino tende a migliorare la sintomatologia. La stessa cosa avviene durante l’attività; infatti quando si svolge attività il dolore tende a diminuire perché il ginocchio si scalda, al contrario quando si rimane fermi, la temperatura del tendine si abbassa ed il dolore aumenterà con la ripresa dell’attività.

Se lo stato infiammatorio è già progredito, il dolore influenzerà le prestazioni; ciò vuol dire che il soggetto potrà avvertire dolore anche a ginocchio caldo. 

Il dolore al ginocchio non è quasi mai accompagnato da gonfiore, ma si avrà un ispessimento del tendine. 

Quindi, i sintomi che si possono avvertire sono:

  • Dolore alla palpazione diretta del tendine rotuleo 
  • Deambulazione zoppa nei casi più gravi


 


 

DIAGNOSI 

 

Per diagnosticare la tendinopatia rotulea sono sufficienti l’anamnesi e un approfondito esame soggettivo e oggettivo effettuato da un medico specialista. 

Gli esami strumentali come l’ecografia muscolo-tendine o una RMN possono essere richiesti dal medico per confermare l’esito della diagnosi e per verificarne l’entità dello stato infiammatorio, oppure per escludere danni estesi. 



 

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TRATTAMENTO DELLA TENDINOPATIA ROTULEA

 

La tendinopatia rotulea viene distinta in 4 stadi clinici:

  • Stadio 1: il dolore compare dopo l’allenamento, l’attività non è limitata
  • Stadio 2: il dolore è presente all’inizio, scompare con il riscaldamento e ricompare a freddo
  • Stadio 3: il dolore permane per tutta la durata della prestazione
  • Stadio 4: rottura del tendine  

 

Il trattamento conservativo è considerato il trattamento di prima linea; l’obiettivo principale della riabilitazione è migliorare la tolleranza al carico da parte del tendine.

Le possibilità di successo dipendono dalla gravità del quadro clinico e dal tempo di insorgenza della sintomatologia. 

È importante sapere che il dolore legato alla tendinopatia rotulea potrà richiedere un lungo periodo di riabilitazione prima della scomparsa dei sintomi e della piena ripresa funzionale dell’articolazione. 

L’esito positivo del trattamento riabilitativo dipende dal tempo di insorgenza della patologia stessa, dalla gravità e dal tipo di paziente. 

Per esempio, un quadro di recerete insorgenza e modesta gravità ha buone possibilità di successo; un quadro presente da più tempo, precedentemente maltrattato e di gravità maggiore è al contrario, una situazione difficile con scarse possibilità di successo.

Nella prima fase del trattamento è importante astenersi dallo svolgere attività che comportino sollecitazioni eccessive sul tendine rotule quali saltare, correre su dislivelli, flessioni del ginocchio oltre i 90°, salire le scale. 


 

 

 

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LA FISIOTERAPIA PER LA TENDINOPATIA ROTULEA

 

In una fase successiva sarà fondamentale sottoporsi a un percorso riabilitativo con l'utilizzo delle terapie fisiche strumentali, come laserterapia, onde d’urto e ultrasuoni. È possibile che in una singola seduta vengano integrati più mezzi fisici, al fine di dare uno stimolo specifico alla biologia del tessuto. Il centro riabilitativo Fisioclinik possiede i miglior elettromedicali ad alta tecnologia presenti sul mercato. Nonostante ciò, la terapia fisica non rappresenta la soluzione per la sindrome femoro rotulea ma è sicuramente un supporto importante nelle fasi acute della patologia, quando è necessario ridurre il dolore e l’infiammazione dei tessuti, prima di recuperare gli aspetti funzionali e di coordinamento muscolare. 

Per quanto riguarda la terapia manuale, invece, nella fase iniziale è importante che il fisioterapista svolga il massaggio decontratturante del quadricipite, riflessogeno del retto femorale e il massaggio traverso profondo del tendine rotuleo, insieme ad una buona esecuzione di stretching della catena anteriore e posteriore in modo da allentare le tensioni sul tendine. 

Il rinforzo muscolare eccentrico ed elastico del quadricipite e del core è indicato durante la fase subacuta; in assenza di dolore di può passare al recupero del gesto specifico e ad esercitazioni preventive. 

Il rinforzo muscolare è la parte più importante del percorso di riabilitazione, ma allo stesso tempo è anche quella più delicata. Gli esercizi più indicati sono quelli isometrici ed eccentrici con un peso leggero che vanno ad aumentare la forza del quadricipite senza però sovraccaricare il tendine. 

È altrettanto importante migliorare la stabilità del ginocchio facendo svolgere al paziente esercizi propriocettivi e di equilibrio. 

Il ritorno all’attività sportiva è concessa solo quando il paziente avrà un recuperato tutti i gesti motori con assenza di dolore. In caso contrario, potrebbero insorgere delle recidive, causando un’interruzione maggiore dell’attività fisica. 

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