PER UNA VITA INTIMA MIGLIORE

 
CONOSCI IL PERINEO O PAVIMENTO PELVICO?

Per perineo o pavimento pelvico si intende il complesso delle parti molli che chiudono l’apertura inferiore del bacino costituendo un diaframma, formato da tre strati muscolari, il quale viene attraversato posteriormente dal tratto terminale del tubo digerente e davanti dalle vie urogenitali.
Le sue funzioni sono:

  • permettere una buona continenza;

  • partecipare con il suo movimento ad una corretta respirazione;

  • assicurare una buona circolazione locale;

  • fungere da sostegno degli organi pelvici e addominali;

  • regalare una sessualità soddisfacente;

  • sostenere il peso del bambino in gravidanza;

  • accompagnare la fuoriuscita del neonato durante il parto

Physical Therapist

VALUTAZIONE E DIAGNOSI

RICONOSCI LE DISFUNZIONI ?

Le disfunzioni pelvi-perineali sono tra le patologie più diffuse nella donna dopo la quarta decade di età. L’incontinenza urinaria ed il prolasso genitale, spesso associati, sono determinati da specifiche alterazioni a carico delle strutture muscolo-fasciali e neurologiche del supporto pelvico. La dimensione del fenomeno è di difficile valutazione, sia per i limiti della sua definizione, sia per la diversa percezione soggettiva di questa condizione e per la riluttanza a rendere manifesto il disturbo.

Per incontinenza urinaria si intende un’involontaria fuoriuscita di urina. La sua prevalenza aumenta con l’aumentare dell’età della donna; uno studio internazionale eseguito su una popolazione di 40.000 donne ha evidenziato una prevalenza del 12.8% a 18-22 anni, del 36.1% a 40-49 anni e del 35% a 70-74 anni.

L’incidenza del prolasso genitale risulta essere elevata nella popolazione femminile in post-menopausa. Il prolasso genitale è una condizione invalidante che consiste nella discesa verso il basso e talvolta fuori dall’introito vaginale di una o più strutture pelviche. Infatti può interessare la vescica (cistocele), il retto (rettocele), l’utero in combinazioni e livelli di gravità differenti. Tre donne italiane su dieci sopra i 50 anni soffrono di prolasso genitale, una patologia che compromette seriamente la loro qualità di vita. L’incidenza del prolasso genitale è molto elevata, ma solo il 30% delle donne che ne soffrono si rivolge allo specialista. La malattia viene vissuta dalle donne il più delle volte con rassegnazione perché l’imbarazzo e la vergogna le impediscono di affrontare l’argomento.

Un’ulteriore problematica legata alle disfunzioni pelvi-perinale è la dispareunia, ossia persistente e ricorrente dolore ai genitali durante il rapporto sessuale. Si stima che la dispareunia colpisca il 12-15% delle donne in età fertile e circa il 45% delle donne nel periodo post menopausa:. Ciò nonostante, purtroppo, il disturbo è stato scarsamente considerato dai medici.

In passato, soprattutto, la donna viveva quasi con fatalismo questi problemi senza rivolgersi al medico. Oggi, invece, grazie all’aumento delle informazioni e all’abbattimento di certi tabù, una soluzione a tale disturbo, che può essere migliorato da appropriate cure, è ricercata con interesse.

Non dimentichiamo poi che anche il sesso maschile instaurare problematiche del pavimento pelvico come prolasso, incontinenza urinaria e tante altre problematiche.

Di seguito potete trovare due sezioni disattente dove vengono trattate le varie problematiche

QUALI FATTORI CONTRIBUISCONO?

Da tempo è noto che la gravidanza e il parto rientrano tra i fattori di rischio dell’incontinenza urinaria e del prolasso genitale nelle donne giovani. Si ritiene che il parto vaginale sia il fattore maggiormente responsabile in quanto può determinare un danno notevole sia del tessuto muscolare che di quello nervoso. Inoltre, la gravidanza stessa, per mezzo di modificazioni meccaniche della statica pelvica e di cambiamenti nell’assetto ormonale, può essere un significativo fattore di rischio per le patologie della statica pelvica.
Altri fattori di rischio per la comparsa dei disturbi della funzionalità del pavimento pelvico sono: menopausa, invecchiamento, obesità, stitichezza cronica, infezioni urinarie ricorrenti, eventi di aumento cronico della pressione intraddominale (tosse cronica, rinite allergica, attività sportiva, ecc.). Fattori psicologici, caffeina, fumo e vita sedentaria possono aggravare tale condizione.

 
PREVENIRE SI PUO' ?

Per conservare le funzioni del perineo, e preservare la salute globale della donna, il primo e più importante strumento a nostra disposizione è la prevenzione. Ma quando è il momento giusto per agire relativamente all’area perineale? La risposta è: il prima possibile.

Ricordate che la prima forma di prevenzione è quella che ogni donna esercita su se stessa, adottando stili di vita sani che preservino la regolare funzione del pavimento pelvico. Questi comprendono:

  • acquisire una consapevolezza del proprio perineo;

  • evitare stili di vita sedentarie e fare una regolare attività fisica;

  • non trattenere a lungo l’urina e non spingere durante la minzione;

  • regolarizzare l’attività intestinale attraverso una dieta ricca di fibre e cereali integrali, non procrastinando lo stimolo ad evacuare e adottando una posizione corretta così da evitare sforzi evacuativi

  • contrarre volontariamente la muscolatura perineale prima di qualsiasi sforzo (sollevare un peso, tossire, starnutire, fare le scale, correre, saltare…)

LA SOLUZIONE E'  

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                              è un piano rieducativo, educativo nonchè curativo e preventivo.

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Perché è l'unico piano terapeutico completo che mira alla risoluzione di tutte le patologie e problematiche del pavimento pelvico con diversi approcci integrati e con uno staff competente ed esperto di professionisti sanitari.

Dott. Tommaso Stassi
FISIOTERAPISTA PERINEALE
Dott. ssa Giulia Bernardinello
            
 

Sono una Psicologa, Psicoterapeuta e Sessuologa Clinica, in continua formazione, abilitata ed iscritta all’Albo professionale degli Psicologi dell'Emilia-Romagna. Sono inoltre Consulente Tecnico di Parte in qualità di psicologa e svolgo l'attività di perito in ambito giuridico collaborando con diversi studi sul territorio, dopo aver conseguito un Master annuale in Psicologia Giuridica a Milano.

Spinta da grande passione, è nato il mio interesse per la specializzazione in Sessuologia Clinica, presso la Scuola di Psicoterapia quadriennale di Sessuologia Clinica del Professor Rifelli – CIS di Bologna, riconosciuta dalla Federazione italiana di Sessuologia Scientifica FISS: assumere consapevolezza e responsabilità sulla propria sessualità, arricchendosi e prendendone conoscenza è importante nella relazione intra ed inter personale.
Da un anno ormai, svolgo inoltre attività di intervento psico-educativo collaborando con una clinica mamma-bambino di Bologna. Il mio contributo professionale è rivolto all’attività di incremento delle autonomie individuali e all’attività didattica in ambienti di lavoro adeguati. Con la mia attività di libera professione offro consulenze e sostegno psicologico, valutazione, supporto a singoli, coppie e famiglie. Nel mio quotidiano, elemento imprescindibile è il rapporto empatico che si crea con il paziente, che rappresenta la chiave per il successo di qualsiasi rapporto terapeutico. Affidarsi a qualcuno che, in un preciso momento della propria vita, può farsi carico di pesi per noi difficili da sostenere, è una scelta molto coraggiosa che può aiutare a ritrovare la sicurezza e la fiducia da tempo persa. Ogni colloquio, ogni storia è un mondo a sé, da scoprire insieme. 

PSICOLOGA
SESSUOLOGA CLINICA

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